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QUIETE DI SOLE
La pace e la quiete
di questi boschi
ricorda il dolce sorriso della vita
Una riga di cauta speranza
sfiora il grande mare d’irrequietezza
L’amaro sapore della sconfitta
brucia in fondo
non più di tanto
di fronte a tanto
Lo squarcio azzurro del cielo
in mezzo
tra i pini e la valle
appare vivo quanto immobile
9 agosto 1988
MI DICON D'ANDARE
Sembra che parlino
i mobili i quadri
il bianco dei muri
i vetri appannati
mi guardano freddi
imploranti e severi
e mi dicon d’andare
Io li fisso dubbioso
son morti o son vivi?
Son vivi signori
vivi mi parlano
quando son solo
si mostran nemici
e mi dicon d’andare
Li guardo di nuovo
e mi sembrano amici
tranquillo mi volto
penso ch’è tardi
ch’è ora di cena
Passa un minuto
ed eccoli ancora
signori credetemi
mi fissan severi
mi dicon d’andare
Lo sai che sei solo
lo sai che sei solo
ripetono ancora
pazienti e crudeli
mi ricordan chi sono
mi fanno impazzire
Le porte le sedie
le camicie stirate
i libri e il tappeto
mi guardan severi
e mi dicon d’andare
1993 |
IL SILENZIO
In
questo mare il silenzio
fragile e calmo
sospira
ansima
piano si agita
Dolce silenzio
che a volte è nemico
adesso è me stesso
Vien voglia di fare
sparire nel niente
fuggire e domani volersene andare
per non sentirlo implorare
per non pensare al silenzio
che adesso son io
che freddo e tenace
mi entra nel cuore
dicembre 1992
IL FIUME
Turbinìo d’acque scure
frastuono assordante di piena
pensieri che vanno
ed invoco il silenzio
Una fiera selvaggia
che morde e scorrazza
un ruggente uragano
che ubriaca i pensieri
Scorre ogni giorno
ogni notte ogni sera
scorre infuriato
e travolge e distrugge
È l’eterno mio male
è l’eterno soffrire
tra scrosciare irrequieto
tra spuma d’onde e paure
Mi arrendo alla vita
mi arrendo al dolore
fermate quel mostro
fermate il mio fiume
3 gennaio 1998
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